Posted by Alessandro Nasini on 22/07/2011 12:42 | Commenti (0)

Leggo dai giornali la notizia che Sandro Capotosti (ex presidente di Banca Profilo) e Ruggeromassimo Jannuzzelli (ex vicepresidente e ad del gruppo Camuzzi) sono i nuovi proprietari della Moto Morini. L'hanno rilevata all'asta per 1 milione 950mila euro.

Non ho mai posseduto una Moto Morini, pur avendone guidate varie di amici dal Corsarino 50 al mitico "3 e mezzo", ma quando lessi del fallimento mi prese una gran tristezza.

Spero proprio che ora Moto Morini possa ripartire, grazie alla passione dei nuovi propritari e quella dei tanti che ora scelgono altre moto con "meno storia" o con una storia inventata ad hoc. Ecco, mi vengono in mente un bel numero di altri marchi italiani dimenticati, spariti, assorbiti in malo modo e che invece varrebbe la pena di "recuperare" - magari innovandone i prodotti - e offrendoli nuovamente ad un mercato che ora cerca altrove valori ed emozioni.

 



Tags: , , , | Posted by Alessandro Nasini on 15/06/2011 12:37 | Commenti (0)

La politica e le istituzioni iniziano ad interessarsi di startup. Lo fanno ancora timidamente, con molte incertezze e talvolta facendo sorgere il dubbio di cavalcare la novità senza particolare competenza. A giudicare da premi, concorsi, barcamp, workshop, blog, portali e portalini l'Italia è tutta un fiorire di iniziative di giovani startupper, con numeri vicini alle migliaia di nuove proto-aziende.

Ovviamente è il web il terreno più fertile, spinto dalla speranza di creare la nuova Google, la Facebook di domani o - per rimanere sul corto raggioo - la Groupon del mese prossimo, armati solo di un notebook e di buona volontà. Tra speranza e miraggio però è un attimo.

Seguo il mondo delle startup da qualche anno - no, tranquilli, non sono un "esperto di startup" come altri si qualificano - ma almeno tra le italiane la percentuale di successo mi pare ancora pericolosamente bassa, se non ai limite dei decimali. Ogni volta che ho modo di incontrare giovani startupper (ma anche meno giovani, che vuol dire quarantenni e cinquantenni) sento più o meno le stesse richieste, frutto dei medesimi bisogni, molte delle quali inevitabile conseguenza del nanismo del gruppo di lavoro e della carenza di mezzi.

Inizio a domandarmi se non ci sia un errore di fondo, di previsione e di misura: abbiamo davvero bisogno di migliaia di micro-startup? O non sarebbe meglio puntare a far nascere aziende già più grandine dall'inizio, più strutturate? Meglio migliaia di cantine o qualche centinaio di uffici decenti?



Tags: , , | Posted by Alessandro Nasini on 18/05/2011 12:14 | Commenti (0)

Ora è ufficiale, l'Italia sta rapidamente diventando un paese di vecchi. Di giovani non ce ne sono più abbastanza. Non siamo soli in Europa - la Germania è messa male quanto noi - ma la cosa consola molto poco.

Ce lo dice in questi giorni il CENSIS con numeri tanto secchi da far rabbrividire: in dieci anni (dal 2000 ad oggi) il numero di giovani tra i 15 ed i 34 anni si è ridotto di 2 milioni. E menomale che nei numeri consideriamo giovani anche gli ultra-trentenni, perché altrimenti ci sarebbe da passare dai brividi al panico.

L'altra pessima notizia -  non bastasse la prima - è che quei pochi giovani che abbiamo non saranno probabilmente in condizione di garantirsi un futuro (altro che garantirlo a noi cinquantenni o più) perchè studiano poco, studiano male (si laureano raramente e nemeno bene) ed hanno aspirazioni quasi nulle. Un numero impressionante di giovani si limita a vegetare in una sorta di limbo fatto di non-studio e non-lavoro; il lavoro, addirittura, hanno persino smesso di cercarlo o non hanno mai nemmeno cominciato.

La ricetta per produrre più giovani non sembra l'abbia ancora trovata nessuno: qualcuno propone semplicemente di importarli da dove ce ne sono in abbondanza, pochi mi pare abbiano idea di come fare a produrne in Italia, magari mettendo i trentenni italiani, i pochissimi che abbiamo, in condizione di pensare seriamente a metter su famiglia e prole.

Io dico la mia: mettiamo una tassa sui vecchi, una tassa di scopo, per aiutare i giovani. Io non ho ancora cinquant'anni, ma per dare il buon esempio un tassa così la pagherei volentieri e con convinzione. Anche se il mio dovere di produttore di giovani l'ho già fatto, due volte.